ASI TV | Pianeti nani e crateri lunari
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Due occhi tondi e scuri e una bocca spalancata in segno di stupore e spavento: è l’illusione ottica chiamata Man in the Moon, uomo nella Luna, immortalata per la prima volta negli anni ’70 dalla storica missione Apollo 15. Se ci soffermiamo sull’occhio destro di questo volto lunare spaventato, vediamo che il chiaroscuro è leggermente più esteso, in una forma non esattamente circolare: è qui che circa 3.8 miliardi di anni fa si è schiantato un gigante asteroide, completando così l’espressione della Luna. Gli astronomi hanno chiamato questa struttura Mare Imbrium, e negli ultimi decenni hanno studiato i suoi meccanismi di formazione. Ora un gruppo di scienziati coordinato dalla Brown University americana fornisce una nuova ipotesi sulla dinamica del violento scontro tra Luna e asteroide. Secondo lo studio, pubblicato su Nature, il diametro dell’asteroide sarebbe stato circa 240 chilometri, più del doppio di quanto stimato in precedenza, con una massa 10 volte maggiore. La gigante pietra aveva dunque tutte le carte in regola per essere classificato come protopianeta: una caratteristica a quanto pare piuttosto diffusa tra gli asteroidi che attraversavano il giovane Sistema Solare.


ASI Agenzia Spaziale Italiana, 2015