ASI TV | Pulsar - Spazio verticale: è sfida PayPal-Amazon
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Atterrare piuttosto che ammarare, questo il verbo che circola tra gli ingegneri della Space X, l'azienda californiana attiva nel campo dei trasporti spaziali, che ha in programma di dire la sua sull'accesso allo spazio in chiave low cost, mettendo in campo un vettore riutilizzabile in grado di tornare a Terra entro il prossimo mese: la compagnia di Elon Musk,già coofondatore della PayPal e Tesla, probabilmentea metà dicembre, lancerà il suo razzo Falcon 9 con l'obiettivo di ricondurlo presso la piattaforma 39 A di Cape Canaveral, una base di lancio che la SpaceX potrà sfruttare in virtù di un contratto di locazione ventennale sottoscritto con la NASA. Una sfida questa con cui l'azienda cerca di rimediare al fallito approdo del primo stadio del razzo su base oceanica dello scorso giugno e di rispondere alla brillante performance della Blue Origin di Jeff Besoz,patrono di Amazon che lo scorso 23 novembre ha riportato indietro il suo vettore New Shepard con capsula, gettando le basi per un futuro turismo spaziale. Ora toccherà dunque alla concorrente californiana dimostrare di avere le carte in regola per conquistare il Sacro Graal della missilistica: un razzo riutilizzabile in grado di rientrare nello spazioporto attraverso un volo controllato, prospettiva che prefigura un abbattimento significativo dei costi nel capitolo trasporto spaziale. La partita tra i due colossi è ancora aperta, in ogni caso l'era del viaggio andata e ritorno per l'orbita è avviata, attendiamo ora di capire chi segnerà il passo decisivo. Si preparano al grande giorno in solitario circondati dalla propria equipe di esperti come due futuri sposi, la capsula Orion che a febbraio inizierà i test sul modulo di servizio europeo e lo Space Launch System, il grande sistema di trasporto spaziale con cui la Nasa intende partire alla conquista di Marte. La data delle nozze spaziali non c’è ancora ma il conto alla rovescia è partito, si parla del 2018 e il programma del grande evento è già fissato. L’Exploration Mission 1 che condurranno in romantica solitudine, senza passeggeri al seguito, partirà dal complesso di lancio 39B del Kennedy Space Center in Florida e durerà tre settimane. Una volta accompagnata in orbita da SLS Orion avrà come obiettivo principale quello di spingersi 70.000 oltre la luna dopo un sorvolo ravvicinato del satellite del quale sfrutterà l’effetto fionda per guadagnare lo spazio profondo. La sfida del viaggio di ritorno sarà il rientro in atmosfera che Orion incontrerà alla velocità folle di 11 km al secondo prima di precipitare nell’oceano Pacifico. Dopo il successo del primo debutto in orbita della navetta avvenuto circa un anno fa, nel 2016 toccherà al modulo di servizio europeo realizzato in Italia, dove saranno ospitati propulsione, alimentazione, controllo termico e sistema di sopravvivenza, superare i test a terra. SLS è invece un passo indietro anche a causa dei continui tagli di budget al programma ma il design, fanno sapere dall’agenzia oltreoceano è ormai definito. Motori e booster hanno superato con successo il primo turno di test, e tutte le principali componenti del razzo sono in fase di produzione per la prima prova di volo prevista nel 2016. Sono al lavoro gli archeologi lunari - alias gli ingegneri del team di LRO, la missione NASA in orbita intorno al nostro satellite dedicata allo studio del brullo e butterato paesaggio del corpo celeste che ci danza incessantemente attorno, per scovare Luna 9. La missione realizzata dall'ex Unione Sovietica nel 1966, la prima a condurre all'atterraggio morbido su un altro oggetto spaziale dopo la Terra e ad inviare immagini dei panorami lunari, è oggetto infatti d'interesse per l'osservatorio americano che sta tentando di individuare i punti chiave dello storico sbarco di Luna 9. L'avventura della sonda russa cominciò il 3 febbraio di 49 anni fa con una discesa impeccabile, effettuata grazie ad una tecnica all'avanguardia per l'epoca: scivolare, sfruttando la potenza del razzo, su di una leva conficcata nel suolo. Il contatto tra la verga metallica e la base lunare innescava lo spegnimento dei propulsori della sonda, che si adagiava così sulla superficie scortata da un sistema di air bag ad attutire il colpo. Quasi mezzo secolo più tardi gli occhi del Lunar Reconnaissence Orbiter stanno tentando di avvistare l'ultima dimora di Luna 9, quel gioiello di forma sferica lungo 60 cm e del peso terrestre di 100 kg che ha fornito un collage di immagini suggestive del suolo del satellite e della vista di cui si gode da quei siti. Stanare Luna 9 sarà difficile, sia per le ridotte d


ASI Agenzia Spaziale Italiana, 2015