Scoperto il campo magnetico di una galassia primordiale

00:01:48 06.09.2023

Alcuni astronomi hanno individuato il campo magnetico di una galassia lontanissima. La sua luce ha impiegato infatti più di 11 miliardi di anni per raggiungerci, il che significa che stiamo osservando la galassia 9io9 come appariva quando l’universo aveva appena 2,5 miliardi di anni.

Si poteva raggiungere questo obiettivo solo con Alma (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), il radiointerferometro situato a 5mila metri d'altitudine nel deserto del Cile che vanta numerosi partner tra cui Europa, Stati Uniti, Giappone e Taiwan.

I campi magnetici sono comuni a molti oggetti dell'Universo, dai pianeti alle stelle, ma anche alle galassie.

Non è chiaro in che momento nella vita dell’Universo si siano formati e con quale velocità, poiché finora sono stati mappati solo i campi delle galassie vicine a noi.

Con Alma gli astronomi hanno osservato che il campo magnetico di 9io9 è già completamente formato e con una struttura simile alle galassie più vicine. E’ circa mille volte più debole rispetto al campo magnetico terrestre, ma si estende per oltre 16mila anni luce.

Gli scienziati ritengono quindi che l’intensa formazione stellare nell’Universo primordiale potrebbe aver avuto un ruolo nell’accelerare lo sviluppo dei campi che a loro volta ha influenzato il modo in cui si sono formate le generazioni successive di stelle.

Analizzando la polvere stellare della galassia 9io9, gli scienziati hanno osservato che la luce che emette oscilla in una precisa direzione invece che in modo casuale. Questo dettaglio ha determinato la presenza del campo magnetico. Il collegamento tra campi magnetici e formazione stellare in una galassia primordiale ha aperto una nuova finestra sui meccanismi interni e l’evoluzione dell’Universo.

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